NOTE DI LETTURA a cura di GIANCARLO LOCARNO sul sito NEOBAR.ORG

13 Giu

Ieri è stato pubblicato sul sito di neobar.org l’articolo” IL MARE GEOLOGICO E LA SUA LENTA CANZONE

con note di lettura su i miei testi più recenti a cura di GIANCARLO LOCARNO. Continua a leggere

” IL MARE GEOLOGICO E LA SUA LENTA CANZONE” note a cura di GIANCARLO LOCARNO

7 Giu

Il Mare geologico e la sua lenta canzone

Poesie di Villa Dominica Balbinot

Oskar Kokoschka – La sposa del ventokokoschka-sposa-vento

Questa è una poesia che scandaglia i paesaggi come una telecamera, paesaggi violenti come sono quelli all’inizio dei tempi e quelli che annunciano la fine di ogni era. Paesaggi che sono un feroce miscuglio di tutti i colori e di tutti gli elementi della tavola periodica. Predominano i colori freddi,  ci sono è vero,  anche macchie di colori caldi, tanti rossi, ma è come se fossero raffreddati, sono colori ridotti a vibrazioni di onde  elettromagnetiche, tingono cose belle e vive ma immerse in un substrato morto e tetro.

La soggettività viene trasfigurata nel paesaggio,  che diventa a sua volta una persona, un paesaggio-corpo come quelli contorti e tormentati delle tele di Kokoschka, che si dibattono chiedendo conto della loro esistenza ad una poesia composto da una materia pastosa e assolutamente immanente, nella quale si finisce per rimanere invischiati, non ammette nessuna forma di trascendenza, nessuna possibilità di fuga.

Di fronte a questi paesaggi viene da pensare all’inferno dantesco più profondo, la palude del Cocito, ma in Dante l’inferno è sovrappopolato, pullula di schiere di dannati ammassati l’uno sull’altro, questo l’inferno è vuoto, i dannati ci sono ma sono pochi, se ne intuisce solo la presenza effimera, se queste poesie fossero quadri   

Il dolore umano sarebbe confinato nell’angolo in basso a destra,

i morenti gemevano negli angoli deserti, incolori , figure tormentate che si agitano sulla terra dentro uno spavento, come Giobbe dentro la balena. Continua a leggere

LE PARETI SCARLATTE

16 Mag

Il sole un po’ diaccio della primavera,
ovunque le pareti scarlatte,
-la ombratura
minimi quei fiori bianchi
alla superfici di una oscura acqua:
voglio che tutto sia chiaro

come un cristallo, una cosa seria,
diversa. Terribile.
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Recensione di GIUSI SCIORTINO

7 Mag

Appunti sui versi di Villa Dominica Balbinot

Leggere inediti: una cosa che non mi capita spesso. Faccio qui un’eccezione. Ho letto i versi di Villa Dominica Balbinot sulle sue pagine social e spontaneamente ho condiviso una lirica, colpita dal carattere ferino e sanguigno della sua scrittura che spiccava in mezzo alle dozzinali dispute proposte dai rotocalchi. Immagino Dominica donna capace di grandi slanci, seppur umbratile e riflessiva, amante della lettura, poetica in particolare. Dominica non assume atteggiamento e posa d’artista, ma si adopera con dedizione a un paziente lavoro di cesello sulla parola. Di certo, non le manca la consapevolezza dei propri mezzi espressivi che utilizza come lama per scavare nella carne viva della materia poetica, presa dagli accessi di una “Febbre lessicale”. Non poesia anestetica, dunque, né di vane speranze, nel senso più scontato invocato da un certo malcostume pseudo-civile odierno deleterio per l’ispirazione. Continua a leggere

NOTE DI LETTURA A CURA DI GIUSI SCIORTINO

6 Mag

Oggi sono state pubblicate sul suo blog personale ZURUMPAT le note di lettura di Giusi Sciortino.

 

https://zurumpat.wordpress.com/2021/05/06/appunti-sui-versi-di-villa-dominica-balbinot/comment-page-1/?unapproved=17&moderation-hash=18d854857a9a220bb024ee762b9a95e2#comment-17

 

Ringrazio molto l’attenta e acuta Giusi Sciortino, Continua a leggere

FIORI DI PETALI FREDDI

11 Apr

 

 

 

[… Su di  un rettangolo di schegge di granito

( della lunghezza di un corpo)

sta una chiazza rosso opaco,

ombrato rosso non rosso.

-di un fiore forse riflesso

nel rosso,

[la più rossa delle parole—]

 

Allora si era colmata,

della  fredda luce di pianure sgombre,

forse poi sarebbe stato bello Continua a leggere

UN MIO EBOOK SU I MIEI TESTI ( su NEOBAR.ORG)

10 Mar

ECCO QUA L-_APPOSITO LINK>

ARDEVA DA TEMPO

1 Mar

[…Ardeva da tempo- solitaria…]

Attraverso il rosso fitto

di quelle rose canine

nel battere – come d’ossa– dei rami ,

 e sotto quella cupola di un cielo profondo –  insensibile

( le riportava alla mente

quel lineare raggelato  azzurro Continua a leggere

MIE RISPOSTE A INTERVISTA

9 Feb

A TU PER TU – Villa Dominica Balbinot

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“Obiettivamente ostica incandescente urticante, magari pure scandalosa, addirittura probabilmente impoetica per eccellenza, anche per non finire a dare una visione falsamente idilliaca […] cosa quest’ultima per cui mi dichiaro apertamente ‘non adatta’, intellettualmente e ‘midollarmente’ non adatta. Quella che vado espressivamente rappresentando è la condizione umana ‘perenne'[…] io parlando della vita e della morte non posso essere contemporanea nel senso più tradizionalistico e forse riduttivistico del termine (come contingente) ma forse contemporanea perenne, perennemente attuale in un certo senso”.
Dal modo con cui le autrici e gli autori tracciano i contorni del proprio autoritratto si comprendono, per riflesso, molti aspetti del loro modo di rappresentare loro stessi in rapporto al mondo, anche attraverso la scrittura.
La mano di Villa Dominica Balbinot è allo stesso tempo passionale e riflessiva. Procede per scatti ed arresti, come se volesse sempre mantenere vivi, presenti e in primo piano, la forza e la riflessione, l’uragano e il chiarore. Un contrasto forte, in grado di generare dei chiaroscuri intensi. Uno specchio della vita, del tempo, degli eventi e dei mutamenti e di ciò che resta, come un infinito occhio del ciclone, a sovrastarci, a farci spalancare gli occhi di timore ma anche di sete, elettrizzati da quell’atmosfera in cui tutto il bene e tutto il male si scontrano generando scintille che illuminano a tratti il mistero dell’esistere.
Un percorso coerente, quello dell’autrice, che tra le righe delle risposte all’intervista ha inserito anche alcuni suoi versi, a testimonianza di una ricerca attualmente in corso sulla parola per renderla il più possibile vicina al suo progetto e alle motivazioni che la muovono, spingendola a creare meditando sulla “terribilezza” per usare un termine da lei coniato, quasi a voler andare oltre il più usuale vocabolo, ormai usurato dai tempi e della realtà.  “Ossessionata dalla mortalità che cerca in qualche modo di raggelare per poterne almeno parlare visto la sua tremenda ustionatezza al limite dell’indicibile”.

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E LI’ SULLA COLLINA ALTA

23 Gen

[Non posso piu pensare ,

e senza crudeltà:

vi è una sola idea uguale,

dell’ orrore del tempo

-della bellezza]

 

Lì, tra le alte bardane fiorite

e la sfatta forma delle siepi

nella natura accesa Continua a leggere

Zurumpat!

Un blog di Giusi Sciortino (Giuseppina)

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Blog diretto da Nicola Vacca - In redazione: Hiram Barrios, Pino Casamassima, Gianfrancesco Caputo, Davide Pablo Caracciolo, Sergio Carlacchiani, Stefano Cazzato, Martino Ciano, Gianluca Conte, Antonella Del Giudice, Donato Di Poce, Paolo Fiore, Salvatore Marrazzo, Roberta Manfredi, Gianluigi Pagliaro, Rosa Angela Papa, Angela Nese, Fabio Orrico, Fabrizio Raccis, Roberto Saporito,Giusi Sciortino, Laura Vargiu, Alessandro Vergari

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"Noi non siamo mai esistiti, la verità sono queste forme nella sommità dei cieli." Pasolini

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La dimora del tempo sospeso

Non potendo cantare il mondo che lo escluse, Reb Stein cominciò a leggerlo nel canto.

Trame

"Dell'insensato gioco di scrivere" o del suo male

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« Io sono un trasmettitore, irradio. Le mie opere sono le mie antenne » (Joseph Beuys)

Eric Weiskott

writer, teacher, literary historian

Poetarum Silva

- Nie wieder Zensur in der Kunst -