RIMASTE COME IMMOBILI LE NUVOLE

13 Set

Rimaste come immobili le nuvole
le loro ombre formavano delle misteriose pozze liquoree
– color ametista-
bordate da selvatici fiori
lungo lo stradone rugginoso
( le foglie dei fiori
sono di lacca)
Il cielo si colmava
di una calmafredda- luce gialla,
e tutto taceva…
Le rapide nuvole stracciate

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IN QUELLA NOTTE SEMPRE IMMINENTE

22 Ago

( E certo vi era stata una piccola morte)

E nel tardo pomeriggio invernale
quel crepuscolo si tingeva
di un pallido violetto
– di un pallido verde-

In questa notte sempre imminente
in quella superficie di ossidiana
vi era una sola gora
con contagio delle acque, Continua a leggere

NOTE DI LETTURA a cura di GIANCARLO LOCARNO sul sito NEOBAR.ORG

13 Giu

Ieri è stato pubblicato sul sito di neobar.org l’articolo” IL MARE GEOLOGICO E LA SUA LENTA CANZONE

con note di lettura su i miei testi più recenti a cura di GIANCARLO LOCARNO. Continua a leggere

” IL MARE GEOLOGICO E LA SUA LENTA CANZONE” note a cura di GIANCARLO LOCARNO

7 Giu

Il Mare geologico e la sua lenta canzone

Poesie di Villa Dominica Balbinot

Oskar Kokoschka – La sposa del ventokokoschka-sposa-vento

Questa è una poesia che scandaglia i paesaggi come una telecamera, paesaggi violenti come sono quelli all’inizio dei tempi e quelli che annunciano la fine di ogni era. Paesaggi che sono un feroce miscuglio di tutti i colori e di tutti gli elementi della tavola periodica. Predominano i colori freddi,  ci sono è vero,  anche macchie di colori caldi, tanti rossi, ma è come se fossero raffreddati, sono colori ridotti a vibrazioni di onde  elettromagnetiche, tingono cose belle e vive ma immerse in un substrato morto e tetro.

La soggettività viene trasfigurata nel paesaggio,  che diventa a sua volta una persona, un paesaggio-corpo come quelli contorti e tormentati delle tele di Kokoschka, che si dibattono chiedendo conto della loro esistenza ad una poesia composto da una materia pastosa e assolutamente immanente, nella quale si finisce per rimanere invischiati, non ammette nessuna forma di trascendenza, nessuna possibilità di fuga.

Di fronte a questi paesaggi viene da pensare all’inferno dantesco più profondo, la palude del Cocito, ma in Dante l’inferno è sovrappopolato, pullula di schiere di dannati ammassati l’uno sull’altro, questo l’inferno è vuoto, i dannati ci sono ma sono pochi, se ne intuisce solo la presenza effimera, se queste poesie fossero quadri   

Il dolore umano sarebbe confinato nell’angolo in basso a destra,

i morenti gemevano negli angoli deserti, incolori , figure tormentate che si agitano sulla terra dentro uno spavento, come Giobbe dentro la balena. Continua a leggere

LE PARETI SCARLATTE

16 Mag

Il sole un po’ diaccio della primavera,
ovunque le pareti scarlatte,
-la ombratura
minimi quei fiori bianchi
alla superfici di una oscura acqua:
voglio che tutto sia chiaro

come un cristallo, una cosa seria,
diversa. Terribile.
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Recensione di GIUSI SCIORTINO

7 Mag

Appunti sui versi di Villa Dominica Balbinot

Leggere inediti: una cosa che non mi capita spesso. Faccio qui un’eccezione. Ho letto i versi di Villa Dominica Balbinot sulle sue pagine social e spontaneamente ho condiviso una lirica, colpita dal carattere ferino e sanguigno della sua scrittura che spiccava in mezzo alle dozzinali dispute proposte dai rotocalchi. Immagino Dominica donna capace di grandi slanci, seppur umbratile e riflessiva, amante della lettura, poetica in particolare. Dominica non assume atteggiamento e posa d’artista, ma si adopera con dedizione a un paziente lavoro di cesello sulla parola. Di certo, non le manca la consapevolezza dei propri mezzi espressivi che utilizza come lama per scavare nella carne viva della materia poetica, presa dagli accessi di una “Febbre lessicale”. Non poesia anestetica, dunque, né di vane speranze, nel senso più scontato invocato da un certo malcostume pseudo-civile odierno deleterio per l’ispirazione. Continua a leggere

NOTE DI LETTURA A CURA DI GIUSI SCIORTINO

6 Mag

Oggi sono state pubblicate sul suo blog personale ZURUMPAT le note di lettura di Giusi Sciortino.

 

https://zurumpat.wordpress.com/2021/05/06/appunti-sui-versi-di-villa-dominica-balbinot/comment-page-1/?unapproved=17&moderation-hash=18d854857a9a220bb024ee762b9a95e2#comment-17

 

Ringrazio molto l’attenta e acuta Giusi Sciortino, Continua a leggere

FIORI DI PETALI FREDDI

11 Apr

 

 

 

[… Su di  un rettangolo di schegge di granito

( della lunghezza di un corpo)

sta una chiazza rosso opaco,

ombrato rosso non rosso.

-di un fiore forse riflesso

nel rosso,

[la più rossa delle parole—]

 

Allora si era colmata,

della  fredda luce di pianure sgombre,

forse poi sarebbe stato bello Continua a leggere

UN MIO EBOOK SU I MIEI TESTI ( su NEOBAR.ORG)

10 Mar

ECCO QUA L-_APPOSITO LINK>

ARDEVA DA TEMPO

1 Mar

[…Ardeva da tempo- solitaria…]

Attraverso il rosso fitto

di quelle rose canine

nel battere – come d’ossa– dei rami ,

 e sotto quella cupola di un cielo profondo –  insensibile

( le riportava alla mente

quel lineare raggelato  azzurro Continua a leggere

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Blog diretto da Nicola Vacca - In redazione: Hiram Barrios, Pino Casamassima, Gianfrancesco Caputo, Davide Pablo Caracciolo, Sergio Carlacchiani, Stefano Cazzato, Martino Ciano, Gianluca Conte, Antonella Del Giudice, Donato Di Poce, Paolo Fiore, Salvatore Marrazzo, Roberta Manfredi, Gianluigi Pagliaro, Rosa Angela Papa, Angela Nese, Fabio Orrico, Fabrizio Raccis, Roberto Saporito,Giusi Sciortino, Laura Vargiu

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"Noi non siamo mai esistiti, la verità sono queste forme nella sommità dei cieli." Pasolini

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La dimora del tempo sospeso

Non potendo cantare il mondo che lo escluse, Reb Stein cominciò a leggerlo nel canto.

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"Dell'insensato gioco di scrivere" o del suo male

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writer, teacher, literary historian

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