Archivio | settembre, 2006

PIANTO

29 Set

Diluviano,
le cateratte al vetriolo,
circonfuse dallo squaglio
che stinge
su dolore concentrazionario:
focolare d’ enigma,
un balenio minaccioso,
la trappola
per cani da pagliaio.

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AGNELLO AFONO

28 Set

Dirupo (allora)
tra le immagini iridescenti
dei fuochi antagonisti,
sovrapposti
come in trasparenza.
Agnello afono
in regioni iperboree,
procedo carponi
sciabolando le tenebre,
tra illeggibili alfabeti,
alla ricerca
di una parola impenetrabile
come un nucleo atomico,
pallido balsamo,
acino di sazietà.

IN MEMORIAM

27 Set

Il fendente della morte
– della "tua" morte-
ha fatto del mio cuore
un lacerto solo.
Vieppiù vieppiù
disarticolazioni,
scombiccherati scombinamenti,
impulsi malsani
-e maniacali-
incistano
un’ onnipervasiva intossicazione,
irradiazione ed eco nefasta
della maldestra
insinuante perdizione,
avvelenato residuo
di una febbre maligna,
che ha assatanato il sangue,
ammorbato il deciduo mondo.

CARESTIA SPIRITUALE

26 Set

Di volatile specie,
calo a picco
nel viraggio,
decollata
da svestizione psicologica.
Lascio immobile il tempo
come una montagna,
io, semidio incompreso
in carestia spirituale,
eone che ricerca
punti di tangenza,
e che per ciò
s’ammanta di inganno
e di lessico astruso,
diafano paravento
della masca
in danza macabra.

FORCHE CAUDINE

25 Set

Con il passo segnato
da un nascosto metronomo
raggiungo
-in strenua cristallizzazione-
i confini porosi
delle forche caudine spirituali,
attendendo il colpo del maglio.
In unzione perenne
-ossea struttura nel flusso
in un regno invertebrato-
transumanante
in radure segrete,
trovo nel sottosuolo
le forme scartate
di una natura
teologalmente corrotta,
e mi rigetto
nel ciclo limitato
di crolli e consolazione.
millantatrice incapace
nel sacro recinto.

ANAMNESI

22 Set

Sbalzata
-tra sbocchi d’ira
e faticosi aggiustamenti-
in polverio
di ferale avvallamento,
nell’anamnesi
di fiori secchi,
demolizioni
e fantasie
e massacri,
m’ impenno…
Dislocazione
di urlo viscerale,
demone dell’estraneità,
mirante mirifica mi faccio
-in intrinseca fatalità-
della zavorra,
tra abitudini carogne
degenerando,
in revulsione.

FREGO FINALE

21 Set

I facitori di parvenze
gracchiano preci
all’oltremondo,
tra stizze e bizze
del combattimento spirituale.
I fossili
della foresta fluviale
sfarinano in fiotti,
ed intanto i monatti
tirano il frego finale,
concimatori di terre.

ANGOSCIOSI GIRONI

20 Set

Parvenza nel vortice
dei più angosciosi gironi,
insondabile
pietra preziosa
di origini galattiche
-nella vandea transustanziata
in prefica attarantolata
(o in salamandra)-
in assalti all’arma bianca
sbraito,
alle venefiche dosi
della polve
degli oboli funerari.
Presa al laccio
di slittamento metafisico,
ricerco la formula
del cemento armato,
chinata come giunco
alla risposta conchiusa
dei pasticci
degli stregoni
dei silenzi.

INABISSAMENTO

19 Set

In scenario frantumato,
tra vortici di fuoco,
e intrecci di traiettorie
che gelano
la superficie delle parole,
vellico
l’inferno / infermo
mondo, che palpita,
incompiuto,
nella sua cavità profonda.
Con frasi scucite
rammendo
la trama ossuta
del viaggio espiativo.
Dibattuta
tra prese divoranti,
e implosioni da autodafè,
preparo una strategia
dell’inabissamento,
in incunabolo
di dolori e rancori,
sola nel brago,
in stupefazione inane

EROS

18 Set

Tra i calibrati distinguo
dei volenterosi carnefici,
l’atrabiliare Eros
scandisce
cieco brivido vitalistico,
macchina obliterante.
Poichè qualcosa
di troppo estremo e nudo
è nella monade nomade,
su istruzioni sibilline
lavora il desiderio mimetico.
Nel brivido di sicari,
si è come
ovattati e ammortizzati
dall’erramento ferino,
celebrazione dello spasmo.
M’ invischio/ immischio,
allora.

Roberto R. Corsi

Di poesia e di letteratura, dal 2006. Se continua così, il contatore accessi giornalieri va in negativo, ma fa lo stesso.

Alimede

Poesia, Filosofia, Arte, Spiritualità

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Non potendo cantare il mondo che lo escluse, Reb Stein cominciò a leggerlo nel canto.

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« Io sono un trasmettitore, irradio. Le mie opere sono le mie antenne » (Joseph Beuys)

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Associate Professor of English at Boston College

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- Nie wieder Zensur in der Kunst -

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Dopo essere stati stampati, i libri dovrebbero essere messi davanti alle scuole, in quelle piccole casette di legno con le porticine anti pioggia, e i bambini e le bambine dovrebbero avere libero accesso a tutte le copie che vogliono.