Archivio | ottobre, 2007

AH; LA FURIA, LA FURIA

15 Ott

Come geco
dagli occhi di pietra
( ma la furia ,
oh, la furia
la furia contra la tramatura
è iconoclasta,
e quella rimane)
strenua batto chiodi
sopra quella maschera mortuaria
che è sulle colline nei pressi,
e colgo intanto
i nessi immobili
tra il deserto e il delitto.
Ma non ho la testa esatta
per l’esilio
dell’ / dall’immanenza divina
e allora
( malacarne inchiavardata
al cedimento )
semplice scarafaggio,
scarafaggio muschiato mi faccio,
e nel solito stolido
ingranaggio dentato
lenta mi refluo.
Permetterò a qualche straniero
di sezionare geometricamente
il cuore – mio- di basalto:
da quella buca cava
inizierò a prendere dimestichezza
con quell’altra, opaca
-e trafitta –
mappa celeste.

MENTRE I CIELI SI VOLGONO

5 Ott

Nella moria di un mondo
a esponenziale enne
son paleontologa dei fondali
tra i protozoi più remoti
( spiraliformi
nummuliti calcarei
la sfera a marcare),
in una mescola di polvere
di sintetico di vuoto,
nell’esatta geografia
della linea di displuvio,
mentre i cieli si volgono.