Archivio | febbraio, 2008

E PURE CON TANTI VULNERA

18 Feb

Non si cantavano novene
non uscivano fercoli per le processioni
al richiamo del Salvamento,
purchessia.
In collazione di frammento a frammento
(e in vomitazione incessante)
bisognava piegare il capo
alla fatica improba
di quell’amore da avvoltoi
in cerca sempre di carogne
da portare in una tana.
E pure con tanti vulnera
– e il timore vago
che il non dolorare
significasse forse perdere
qualcosa di irreparabile-
si accettava allora
la crudeltà del limen,
poiché lo si era sempre
saputo in fondo:
sopravvivere alla Verità Terribile
impone – cava e sola-
quella stretta angolazione angusta
dove nessuno torna mai
a dare luce al lume.

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Roberto R. Corsi

Di poesia e di letteratura, dal 2006. Se continua così, il contatore accessi giornalieri va in negativo, ma fa lo stesso.

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