Archivio | gennaio, 2009

LASCIATE VOI ALLORA

13 Gen

"LASCIATE VOI ALLORA
LA DOLENTE AL SUO LUTTO:
STIAMO SEMPRE ANNEGANDO,
-NEL FIORIRE DI UN GIARDINO AZZURRO-
E TUTTO SARA’ DIMENTICATO,
E A NULLA SI PORRA’ RIPARO!"

Ancora intenta a spolverare
la sua prima morte
( indulgenza a lucrarsi una sola volta al giorno,
nei tempi cronometrici
di un cielo iniziatore di fuoco)
della supplicazione sua
non era capace di trovare il tono,
per la storia crocifissa,
per le evidenti deiezioni, talora di ribellione,
di lamento forse,
di sottomissione, anche.
Perdeva l’aureola,
l’innocente martire
– un’ossatura cubica le movenze sue
a rinchiudere-
e balbettavano- e scricchiolavano-
 quelle figure enigmatiche,
durante l’inventario delle gocce di sangue.
Sotto quale degli otto cieli
– e dove mai, nell’ordinato interconnettersi
degli epicicli e degli abissi-
doveva lei collocare dunque
l’agonia del morente,
un accumulatore che si scarica,
in quell’attimo brevissimo e allucinatorio
nella notte della Notte più lunga?..
Oh, se solo
se solo qualcosa avesse potuto mai
dissigillare poi le labbra
per un sommovimento qualsiasi degli elementi,
e dopo averlo sentito, quel mormorare obliquo!
(L ‘ Inevitabile dopo tutto è inevitabile
-sacramentavano-gli altri-
tra i rasoi e i feretri sottili
crudamente spersi nel cerchio-

 e sempre di emaciazione estrema lei periva).