Archivio | settembre, 2009

BEN OLTRE LA SUA CANCELLAZIONE

29 Set

“In quella loro irrimediabilità

 le condizioni erano terribili:

forse aveva parlato l’onnipotente…”

 

Lei sfolgorava di ira

  avrebbe messo il foco, avrebbe

e gli occhi abbruciavano,

     in ogni vibrazione-,

le sembrava ora di toccare il terreno di un gelo universale,

quelle correnti sotterranee del suolo saturo,

il mondo degli strati inferiori.

Intuisce,

che il mondo collassa:

passavano i chilometri,

 -orizzonti deflettevano-

lei non ricordava più la transizione,

quell’ anteposizione

-e agli estesi disastri-

( oh non riuscire a sopportare,

la perdita di quella creatura debole,

e ben oltre la sua cancellazione!)

Ma lei dirà ora della mutazione,

 ha rimesso in moto quel’ordinario macchinismo,

e- nei compianti rituali –

è fin irriconoscibile a se stessa ,

studia anche i decrittatori,

quei demiurghi della cessazione.

( Aveva visto la scritta profetica sui muri,

perfino lì,

nelle zone paludose delle acque morte tutte,

nella totale asepsi.).

 

Annunci

PRIMA CHE QUELL’ASTRO IN PATIMENTO

18 Set

…Anche di quei giardini pensili

il vento di morte chiuse i fiori tutti,

e loro – ora-

 solo la notte avevano…

.

 E era provato , oramai,

 esistono

– i venti infetti-

anche la calcinata pietra, avrebbero disciolto ,

e le tracce diluito lì di ogni succo,

in quella fossa settica fin dentro…

Non vi erano state -e ancora-,

le tempeste di fuoco di settembre,

i soffici fiori velenosi

(con quelle foglie verdi simili a pugnali)

dei cespugli grevi di camelie,

– quella loro solennità opulenta, forse in sfacelo-

Come si fosse staccata dalla sua stessa carne.

percepiva la membrana dall’interno

-in sospensione-

e nell’attesa di un catalizzatore,

 lei resa estatica dal freddo

chè non si era ricordata delle ossa,

della recita della prescritta parte.

Non avevano forse ceduto tutti quanti,

 e come fossero inseguiti da una muta?

Lei stava inerte come loro

– per spossatezza grave-

e sempre era quell’ora,

delle perorazioni,

dei predicatori da quaresima:

a che annottasse allora, e in ogni cosa,

– nell’erica, nei rovi, lungo i più lontani rivoli-

prima che quell’astro in patimento poi desfolgorasse,

proprio come l’ erba secca in fiamme!

( Ma nulla indicava la mutazione,

vi era solo una sorta di silenzio integro ,

quel languimento… )

E LE PAREVA DI NON AVERE MAI FISSATO

11 Set

Era il paesaggio chiaro,
di una notte ghiacciata:
aspettava solo il sorgere del sole,
e quelle colline azzurre,
il cielo come un grande uccello…

E le pareva di non avere fissato
mai nulla così a lungo
– come quinte nella nebbia-
quei meccanismi dell’affezione
e l’armamentario della sventura
( non sei mai stata condannnata
per nessun crimine, vero?…)
i finimenti umani, tutti.
Non aveva mai capito la natura dei veleni,
le leggera punta di amaro delle tossine
e con quel bel fiore che cresce fin sotto la forca,
le mandragore e l’assa foetida
ben oltre la barriera ultima degli alberi azzurri…
Queste le annotazioni dell’anamnesi:
"Bisognerebbe scuoterti,
quel tuo corpo è teso a arco,
sangue vorrà altro sangue allora,
-e comincerà la agonia-"
Consacrata a un dio che non conosceva
con mani profane gli si adunghiò,
era in condizione di privazione,
doveva fare in modo che non fosse lei,
a stringere il laccio.
( Lui le disse solo,
che sembrava consumata)

LUNGO QUEL NERVO OMBELICALE

2 Set

In una specie di chiarezza mistica
( la più insopportabile forma di innocenza)
gli occhi suoi vuoti erano,
a percorrerla tutta
lungo quel nervo ombelicale
– a far da mezzeria-.
Si affoca, e si dissecca,
in una solitudo:
è l’equivalente di una corona di spine fatta di oro,
è figlia degli anni delle locuste,
squarta gli dei suoi  come potesse poi disgiungersi…
Invidia allora il corpo lineare,
la morte violenta,
quel disassamento intero.
Non avrebbe ammesso parole altre,
chè nella coppa perfetta di azzurro infinito
vi era come un monumento alla perdita,
un amnesico:
si vedevano i ritratti sommersi , 
la possibilità delle stelle fisse .
( la distanza spirituale era minima,
e lei spiccava in tutta la sua nudità…)