E LE PAREVA DI NON AVERE MAI FISSATO

11 Set

Era il paesaggio chiaro,
di una notte ghiacciata:
aspettava solo il sorgere del sole,
e quelle colline azzurre,
il cielo come un grande uccello…

E le pareva di non avere fissato
mai nulla così a lungo
– come quinte nella nebbia-
quei meccanismi dell’affezione
e l’armamentario della sventura
( non sei mai stata condannnata
per nessun crimine, vero?…)
i finimenti umani, tutti.
Non aveva mai capito la natura dei veleni,
le leggera punta di amaro delle tossine
e con quel bel fiore che cresce fin sotto la forca,
le mandragore e l’assa foetida
ben oltre la barriera ultima degli alberi azzurri…
Queste le annotazioni dell’anamnesi:
"Bisognerebbe scuoterti,
quel tuo corpo è teso a arco,
sangue vorrà altro sangue allora,
-e comincerà la agonia-"
Consacrata a un dio che non conosceva
con mani profane gli si adunghiò,
era in condizione di privazione,
doveva fare in modo che non fosse lei,
a stringere il laccio.
( Lui le disse solo,
che sembrava consumata)

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