Archivio | novembre, 2009

TUTTI QUEI DESERTI ROVENTI

29 Nov

Nella luce cruda dell’alba

( nei deserti roventi)

era scaduto il tempo vincolato,

faceva ora la scoperta dei recessi;

enormi ninfee galleggiavano mostruose,

e tutto era inconsueto , troppo dolce, troppo grande…

La crudezza del mondo era tranquilla,

profondo era l’assassinio,

prima che potesse accadere veramente qualcosa

(nella sovrabbondanza dell’azzurro)

qualcuno doveva fermare le mani sanguinarie

strappandola via dalla risacca,

dai fiumi della perdita.

Ora amava con repulsione,

con le bocche che parevano piaghe,

il suo era un sentimento funerario,

sarebbe stata costretta a baciare il lebbroso

per fare più bella la cenere dei morti,

fra i profumi delle tuberose.

“Oh,

Ma il giudizio verrà …

Lui non può macchiarsi, lasciandola  alla sua follia:

la decomposizione sarà profonda, profumata…

Qui dentro ogni cosa è crudele,

un  fuoco madido..”

(Eppure il mondo sembrava suo

– il perituro, il suo-

tutti quei deserti roventi:..)

Annunci

E ERA ABBAGLIANTE COME RIVELATO

15 Nov

E era abbagliante
– come rivelato-
quel suo sguardo ferito:
aveva voluto conoscere la causa prima,
come se una qualche condanna
dovesse spettare anche a lei…
( Ma noi, noi tutti ,
non avremmo saputo escogitarlo,
il teatro infernale, quei brani segnati,
i figli che devono soffrire per i peccati dei padri…)
Al fine di non contrarre contagio
quali delitti si perpretano
– lentamente, quasi sacramente-
nella normale proliferazione di ogni deriva;
e forse lei era nata per precipitare,
in quella bellezza muta dei mondi curvi- e riflessi-
tra gli steli e quei crani di calcare
( in tonnellate focali
di un pesante silenzio azzurro,
con il loro carico di annegati, 
-e lì nelle gore-)
Ma nel giorno dedicato al compiuto martirio
non aveva fretta – la bestia- di finirla:
e in quell’aria dilavata
era il resto incalcolabile,
la decollazione di ogni lingua fiorita,
e c’era il serpente nel cuore della madre,
( Un abisso si aprirà sempre per noi,
anche questo tuo posto può andare a fuoco,
ci sarà sempre la sfigurazione
– di quel nostro viso di vetro-
e nella vorace bocca della divinità).

LA FIGLIA DI UNA PROZIA

4 Nov

http://villadominicabalbinot.wordpress.com/2009/11/04/la-figlia-di-una-prozia/

OPERE IN CONCLUSIONE

3 Nov

http://villadominicabalbinot.wordpress.com//2009/11/01/123/

Roberto R. Corsi

Di poesia e di letteratura, dal 2006. Se continua così, il contatore accessi giornalieri va in negativo, ma fa lo stesso.

Alimede

Poesia, Filosofia, Arte, Spiritualità

La dimora del tempo sospeso

Non potendo cantare il mondo che lo escluse, Reb Stein cominciò a leggerlo nel canto.

Trame tizianatius

"Dell'insensato gioco di scrivere" o del suo male

Neobar

“Noi non siamo mai esistiti, la verità sono queste forme nella sommità dei cieli.” Pier Paolo Pasolini

vengodalmare

« Io sono un trasmettitore, irradio. Le mie opere sono le mie antenne » (Joseph Beuys)

Eric Weiskott

Associate Professor of English at Boston College

Poetarum Silva

- Nie wieder Zensur in der Kunst -

frank iodice

Dopo essere stati stampati, i libri dovrebbero essere messi davanti alle scuole, in quelle piccole casette di legno con le porticine anti pioggia, e i bambini e le bambine dovrebbero avere libero accesso a tutte le copie che vogliono.