Archivio | luglio, 2010

QUEI CALICI PURPUREI

18 Lug

Davanti a un cristo

crudelmente incoronato

la polvere delle parole cadeva,

come da disegni smagnetizzati

 

Dunque tutto era crudo e diffidente,

in quell’immensa rimembranza della morte,

i genitori soffocati nell’argilla.

Ma i  morenti vengono sentiti solo

da quelli che muoiono con loro

( e che forse sacrilegi vanno a profetare ):

e sui crani di intere famiglie

-con le radici in un lago svaporato-

ogni giorno sanguinano rappresi,  

i calici purpurei dell’epiphyllum

( Loro le apparivano talvolta,

come ad altri la defunta sposa…).

 

 

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ALLA FINE POI VI FU

2 Lug

Alla fine poi vi fu,
quella macerazione,
con quei suoi deliquescenti eccessi…

Nella mente si sfaceva,
smoriva come in una prateria sommersa,
in quelle paludi dei cipressi,
nelle stagnanti acque.
Tutto era divenuto elusivamente grande,
e c’era solo una nera calma- di quella notte disumana.-
,la corrente che raccoglie ossa e ne fa sussurri.
Nella vastità scandalizzata del cielo.
– e in ogni dorso cavo-
poteva anelare ad uno spazio casto:
un moto immobile,
la dolce crudeltà,
tutta quella traboccante assenza.