Archivio | ottobre, 2010

E I FIORI SFOLGORAVANO

23 Ott

 

Tu eri la sua creatura amata,

e era l’odore dei pini e dell’erba falciata,

dei fiori, e dell’acqua…

E si consumavano,

si sfolgoravano  allora,

nel precipitante elemento.

mentre  la perversità fioriva

come un albero di lauro.

Ma ora non ce lo portava più il suo pensiero lì,

 nei  momenti più austeri aveva percepito la rigidezza del cranio,

 l’ altro riflesso diaccio

in quei boschi gelidi senza ombre:

immacolata fu allora, e aguzza,

come dentro a una intimità sua già compiuta e perfetta.

E vi fu solo ,

quell’ odore arido e bruciante

di foglie secche, e di polvere, delle surriscaldate pietre,

-durante le grandi epidemie, la paventata sepsi

( E ora l’attendevano sfatti,

perché un po’ per volta tra loro si sfacesse…)

 

NEI DESERTA DELL’IMMENSITA’ ABBAGLIANTE

10 Ott

In tutti  quei deserta

    dell’immensità abbagliante-

una dimensione vi era,

coriacea , brutale – e nascosta-

Stava affannando,

avrebbe voluto sottrarsi,

all’uso della cosa letale,

a quell’ ustorio.sguardo.

E allora abbruciava,

in un suo palpitare puro e augusto,

– e delle solitudini ombrose-

come una donna posseduta:

le pareva di stare

in una luminosità di aria tersa e incandescente

( con le montagne che andavano colorandosi calme splendide remote)

in un lineare e pulito ostendimento,

di quei naufraghi tutti.

E NE SAREBBE STATA AFFETTA

1 Ott

Era l’odore della terra in fiore:

la sua splendente bellezza permaneva,

 le faceva amare cose inermi

 

Si sentiva tutta riarsa

– e  con suo stesso orrore-

fino al midollo

di una sua magra esistenza selvatica.

Ogni cosa appariva troppo fredda.

troppo ampia- e desolata.

Ora si aspetta tutto dall’uomo

come una mattazione,

l’abisso oltre il giardino.

E ne sarebbe stata affetta,

da quei vivi- mutilati e imperfetti-

dai cumuli di piccole celle,

da una  minima contaminazione dell’aria.

( era il lieve velo della polvere.

dei fiori che andavano essiccandosi…)