POI VENNERO I MESI ULTIMI

6 Mag

 

 
Dalle bassure
– da quel cupo –
era un tetro contagio    ;
la riassali l’orrore della muta.
che cosa preparassero quegli instancabili,
nella tenebra di tutti i silenzi
( e de le dissoluzioni,
de le cancellazioni,
in quei boschi e nelle morti dell’universo)
Partendo dalla perfezione teorica della teodicea
diede inizio allora,
alla grande requisitoria…
  Come in un dissanguinamento
percepì il mite splendore della luna
che illuminava l’assassinio,
 le parole terribili e misteriose
che gli dei possono rivelare agli uomini
la ritrazione,
una insanità senza alcuna scusa,
quell’organica strumentazione.
–  e l’obituaria-.
( Vide anche le croci confitte nel terreno.
e invano gridò nella sofocazione,
fino a farsi soffrire di dolcezza…)

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4 Risposte to “POI VENNERO I MESI ULTIMI”

  1. almerighi maggio 6, 2011 a 4:58 pm #

    passione, morte, soffocamento, agonia come un orgasmo, l'ultimo. E' qui la tua grandezza.

  2. DOMACCIA maggio 7, 2011 a 6:24 pm #

    va bene, generoso almerighi: le tue parole mi commuovono( e quindi me le tengo strette)

    ciao, carissimo!!:-))

  3. Chapucer maggio 8, 2011 a 7:04 am #

    la riassalì l'orrore della muta…
    mi fai pensare a una trasformazione
    qualcosa di oscuro che cova nei meandri della terra
    per poi rigenerarsi nella pelle di chi scruta oltre gli abissi

    ciao mia cara Dom!
    carla

  4. DOMACCIA maggio 8, 2011 a 6:12 pm #

    Mi piace l'annotazione che fai, il fatto che tu accenni agli "abissi"; cara Carla( sono contenta tuo "ritorno",  eHH  :-)) un abbraccio… ciao!

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