Archivio | luglio, 2011

LA LUNGA CONVULSIONE SENTE

11 Lug

Malata di morva
la lunga convulsione sente,
quel biancore ardente di gelo:                                
fermato il deflusso del sangue
  come da una arteria aperta
risulta inerzia agli apicali
-e con crepitazioni,
i piccoli fuochi mai spenti…
Dileguava ora quel pallore,
nel canto dell’ultimo uccello azzurro,
nel mutilato tempo;
e il cielo era ormai vuoto di colori:
non rimaneva che l’eco della verde  radiosità,
laggiù oltre i monti-
  fino tra i disfatti
[…Oh, ma le acque nel bosco erano nere
terribilmente nere..
 così silenziose… terribilmente silenziose…
Le nostre ossa si sciolgono-
– in tutto questo urlio-
e c’è l’occhio violaceo dell’animale
(quello di tutti li curvati)
il taglio bianco della pelle
– quei fasci denudati dei lunghi muscoli
e a scorticare.]

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Roberto R. Corsi

Di poesia e di letteratura, dal 2006. Se continua così, il contatore accessi giornalieri va in negativo, ma fa lo stesso.

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