Archivio | settembre, 2011

ERA FINITA LA BREVE FIORITURA

27 Set

Era finita la breve fioritura,
e era il culmine del giorno
sopra il riflesso della montagna in fiamme:
il suo vero significato,
il momento della resa…

Qui era l'infiammato punto.
la acqua ferma e il viluppo di radici,
quell'ombra del cappio
  (e l'aspirato ago,
i muti sarcolemmi nella gola).
Amante della distanza
nell'ultima tana si acceca,
pesa il tragico sogno
-nell'intrico delle deformità, in quell'icore.
Bramavano essi tutti di farsi inghiottire
da qualcosa più grande di loro,
per conoscere il cuore di questo spazio, di questo silenzio:
la reliquia sottile,
una tensione vitrea nel libro estremo,
tutta quella disnatura
( con la luna colore di sangue
che sorge nel deserto).

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16 Set

http://poetrydream.splinder.com/post/25552338/recensione-n-179

ALL’INNOMINABILE MARE, A QUEL CRUORE

6 Set

…Oh, potere mai sfuggire alle squadre dei demolitori,
all’angelo sterminatore.
a quella  ghigliottina…
( oh, l’ubicazione antica della forca!)…
 
 
Va fin verso quel deserto cuore
– della città della sabbia:
non tutti i mutanti sopravvivono,
all’innominabile mare-a quel cruore-
ai rossi minuti della notte
( alle schiere impeccabili dei  morti)
Dedica lei le sue mani
al rappreso sangue dell’anima feroce,
ma le sette poesie rimangono inchiodate ai muri,
solo rimane il nudo e tremendo campo,
incendi alimentati da quella glaciale brezza,
i corpi e i cuori deposti nel corso delle generazioni
-per nuovi tormenti,
– per i nuovi tormentati…