E SUGLI SCARLATTI CAMPI

9 Feb

… “Bisogna essere capaci di tutto
( e con della freddezza
il grado più audace)
in questo universo stellato,
– in uno di questi immensi mondi
immoti congelati esangui”..

 

Il sole ardeva sui muri grigi
e sugli scarlatti campi
– fiorivano le rose dolcemente decapitate:
solo allora precisamente crollava,
nello smisurato scenario di cristalli della morte,
nel tessutale disfacimento
( un paesaggio fluviale,
una devastazione,
una città di martiri).
In una atmosfera esasperata
di luce e di attesa
perfino quelle celle le appartenevano,
come a un essere remoto e latitante
spaventosamente compresso,
– lo sguardo suo già in una notte.
E drammaticamente esstrangolava:
che cosa mai si stesse poi lacerando,
nelle processioni di morbosa bellezza,
negli ipogei tutti
– in quelle tombe in cui non era ancora stata?…
( oh, quella idea di profanazione,
della oltranza
quel residuale esito..)

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Una Risposta to “E SUGLI SCARLATTI CAMPI”

  1. Villa Dominica Balbinot febbraio 9, 2012 a 8:28 pm #

    Ringrazio i TheCoevas Official, per “seguirmi” praticamente ovunque: grazie!!

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