RECENSIONE DI AUGUSTO BENEMEGLIO (2)

16 Mar

2. Un colpo di dadi non abolirà il caso

Dominique mi ricorda – chissà perché – un momento straordinario della vita di Stephane Mallarmè, forse il più puro dei poeti ( bisogna restringere tutto lo scrivere , l’usurpazione della carta , a pochi pensieri e a pochi versi estremamente difficili e oscuri ) , quando una sera , a Valvins, poco prima di morire, chiama vicino a sé il suo allievo e amico prediletto Paul Valery , si fa sollevare dal cuscino impregnato di cloroformio , si sporge un poco verso la finestra e guarda la campagna accesa , di piena estate, con il sole al tramonto ( era violenta , la natura, ma allo stesso tempo carica di tenerezza musicale ). Mallarmè ha solo cinquantasei anni , ma da sette ormai non riesce a chiudere occhio. L’anno prima ha pubblicato “ Un colpo di dadi non abolirà il caso” , che è una dichiarazione del proprio fallimento , la fine del suo sogno ambizioso , l’ansia di dire e sfociare nell’assoluto .“Ecco – dice nell’orecchio di Valery con appena un fil di voce – il primo colpo di cembalo autunnale, tra gli ultimi fuochi dell’estate… Ricorda che un colpo di dadi non abolirà mai il caso…mai” E poco dopo Mallarmè spira nelle braccia dell’amico. E’ una scena “vera”, o verosimile , quella che ci viene descritta , che ha qualche aggancio con la sua poesia nuova , nata dalla scissione del decadentismo , il simbolismo , ( “dipingere non la cosa , ma l’effetto che essa produce)” , ma a che fare – perché no? – anche con i versi eleganti e lucidi di Dominque: Il sole ardeva sui muri grigi /e sugli scarlatti campi/ – fiorivano le rose dolcemente decapitate:/solo allora precisamente crollava,/ nello smisurato scenario di cristalli della morte,/ nel tessutale disfacimento ( un paesaggio fluviale, una devastazione,/ una città di martiri).

Sole muri campi rose cristalli rovine e lutti , devastazione e martirio, sono scansioni ritmiche immaginali che ci danno il vero senso della vita e la consapevolezza della morte. La vita e la morte sono un tutt’uno. Ma di che era maceria quel disfacimento, quel silenzio irreale ? , della storia dell’uomo , della sua memoria, della guerra, o del collasso estremo della materia?

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Una Risposta to “RECENSIONE DI AUGUSTO BENEMEGLIO (2)”

  1. Villa Dominica Balbinot marzo 16, 2012 a 7:25 pm #

    ringrazio il “blogger” Maurizio Manzo ( un saluto…)

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