STATUE PALLIDE – E CIECHE-

31 Gen

[ Ne l’annegato mondo
bisognava poi accontentarsi di un dolore di attrizione,
tra le astrazioni sacre
(di una freddezza astratta)
e a rigore qualcosa di malato,
una vertigine cruda
-quella della vitrea perfezione-
a reazione delle grida,
e di tutti quelli spasmi]

Una divorazione dislagava
ne la settoria sala,
una patina di avorio sulla sua guancia pallida,
simile al pallore grigio de gli arbusti secchi,
una dislocazione…
Ci si era lasciati dietro il nudo splendore,
l’erica tutta che si stendeva in nuvole di rosate ombre
– scintillanti con un’iridescenza fredda
quella azzurrità incomparabile del cielo sovrastante:
ora solo statue pallide e cieche- vi erano-
e cuspidi di pietra nei postumi impaludamenti,
solo alcuni degli asfodeli dorati
fiammeggiavano lontani nei calici piccoli
-di un offuscato fuoco,
e nella massa muta della neve.

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5 Risposte to “STATUE PALLIDE – E CIECHE-”

  1. glasmundo febbraio 1, 2015 a 2:29 pm #

    Questa poesia mi ha davvero colpito. Complimenti,
    Giovanni A.

  2. Villa Dominica Balbinot febbraio 1, 2015 a 9:05 pm #

    Molte grazie a Giovanni A. per le sue-belle- parole convinte.

    un caro saluto.

    Dominica

  3. Villa Dominica Balbinot febbraio 2, 2015 a 8:51 am #

    ringrazio molto per la lettura: Curi- Antonio De Simone- viola- glasmundo.

    Saluti per tutti:-))

  4. fattorina1 febbraio 3, 2015 a 12:05 pm #

    Nella poesia trovo una miscellanea di immagini che svariano dalla campagna alla sala autoptica; Dominique trasforma il suo bisturi in pennello, non meno tagliente, e ci pone a confronto ad un male inestinguibile, senza fretta, senza acuti drammi: erica gelata che più non splende e più non si sa se sia viva o morta.
    Narda

  5. Villa Dominica Balbinot febbraio 4, 2015 a 8:05 pm #

    un ringraziamento molto profondo alla cara e sempre attenta Narda Fattori che a ogni lettura nuova sa dirmi sempre qualcosa di diverso , capace come è di addentrarsi con pazienza e costanza:-)

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