ALTRE CONSIDERAZIONI di AUGUSTO BENEMEGLIO( su LE COLLINE SEMBRAVANO)

29 Feb

AUGUSTO BENEMEGLIO
“Colori degli uomini e delle donne / Io vi conosco / Siete fiori morti / Frutti marciti / Decomposti aloni / Prismi di solitudine Nel mio cuore la miseria non dura / Io sono il fertile specchio della vera luce / Io accendo speranze che sono eterne.” Questi versi sono nel mio ultimo recital, Il caso Gesù, vengono recitati dal CORO, ma in realtà chi parla è la voce di Cristo in croce.
La tua poesia, come sempre, un pastiche linguistico e letterario, in cui si fondono l’antico e il moderno, riproduce la realtà smembrata o stracciata dalla violenza dellla fantasia, giace nella poesie come un campo di macerie,
un canto funebre. Sopra di essa si levano irrealtà forzate, ma macerie e irrealtà portano il mistero, ed è per questo che poeti lirici compongono; e quello che compongono lo esprimono spesso in maniera dissonante. Con le forze magiche della parola realizzano combinazioni alchemiche: l’astratto diventa concreto, l’invisibile visibile, e tutto ciò che è contenusticamente arbitrario diventa severo come un teorema o una formula matematica”.

AUGUSTO BENEMEGLIO

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