LA NOTTE DIVENNE GRANDE

1 Mar

[..Ne l’innaturale territorio
in quella specie di costrizione
la notte divenne grande…]

Uscendo da una di quelle torri
( alte, paurosamente alte)
e in quel pervasivo silenzio bianco.
-in quella luce opalina uniforme-
ricordava solo
il mezzogiorno
simile allora
a un grande canto azzurro, Continua a leggere

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QUEL CIELO ERA-ALLORA- BLU COBALTO

14 Feb

Era una strada meravigliosamente silenziosa:
quel cielo era blu cobalto,
allora allo zenit…
( troppa erba, troppi fiori,
– e di un profumo troppo soave,
con troppa luce,
in uno splendore selvaggio.)
( Ora ovunque vi è qualche particolare,
di quello stesso orrore)… Continua a leggere

AVEVANO QUALCOSA DI FRAGILE

30 Gen

[…Avevano qualcosa di fragile,
quelle giornate di un grigio delicato..]

Fra quelle precarie-elettriche-ombre
( piatte fisse
come calcinate)
si evidenziava
la estrema linea, Continua a leggere

LE MIE POESIE DELL’ANNO 2017

31 Dic

IN UN CORRIDOIO DI LUCE DURA

In un corridoio di luce dura
(e superfici fragili)
una stessa ferma aria
risplendeva in tutta la sua fredda forza
nelle città costruite su fiumi sotterranei
luccicanti disperatamente nelle sere
-e tra gli scheletri di anonime piante grige…
Ci si mise di fronte,
a tutta quella cifra folle
scintillante assoluta Continua a leggere

… E LORO ARDEVANO

28 Dic

…E loro ardevano infine- sull’orlo
dopo le innumerevoli stagioni della pioggia…

In scenari di dissipazione
di defigurazione
( e per familiarità con gli anni dimenticati
– e con la subitanea morte)
si presentava il consueto sentimento
della nientificazione,
un abbacinante succedersi di fenditure Continua a leggere

E IN UN MONDO DI GRANDEZZA OPACA

8 Nov

…( Aveva in cuore qualcosa di torbido,
quella bianca previsione di innocenza)

Le toccava poi continuare
con ostinazione e ferocia
quella specie di macerazione,
che la portava sempre
(nello estremo delle notti)
in quelle immense regioni insopportabili Continua a leggere

ALTRE CONSIDERAZIONI DI AUGUSTO BENEMEGLIO ( sulla più recente raccolta”I FIORI ERANO FERMI- E LONTANI)

12 Ott

“Di Dominica Villa Balbinot ho letto e riletto alcune delle sue splendide originali poesie ( “Lei sapevache lo splendore era fragile”, “I fiori erano fermi e lontani”, “E alberi che smorivano in un bianco delirio”, “Diruppe – allora”, “Dagli estremi – gelati – neri orli” ) del libro che gentilmente ha voluto donarmi, e credo che bastino a giustificare tutto il resto della silloge , che naturalmente leggerò con la massima attenzione e interesse. Qui c’è un po’ di tutto, compreso Gottfried Benn a cui fa riferimento la nostra sempre “grande” sorella di lettere e umanità, Anna Maria Curci , con la quale sono d’accordo; e tuttavia andrei a rileggere anche il primo Benn, nostalgico per le origini prelogiche dell’umanità Continua a leggere

DALLE NAVATE DEGLI ALBERI GERMOGLIANTI

17 Set

…Dalle navate degli alberi germoglianti
( si stendevano belle e lucenti
nei lunghi giorni perfetti)
si arrivava alla tacita linea di acqua,
l’innominata acqua scura,
un assoluto solitario
quasi sotto l’orlo angusto…

Dopo il crepuscolo azzurro
la notte era molto tranquilla, Continua a leggere

ANNOTAZIONI SUI MIEI TESTI sul blog di GIORGIO LINGUAGLOSSA

2 Set

Ecco un link dove- volendo- si possono trovano annotazioni critiche e anche a carattere psico-filosofico sui miei testi ultimi, a cura di .GIORGIO LINGUAGLOSSA

 

il link di rimando è questo:

https://lombradelleparole.wordpress.com/2017/08/31/villa-dominica-balbinot-poesie-inedite-un-appunto-intorno-alla-mia-visione-poetica-e-un-commento-psicofilosofico-di-giorgio-linguaglossa/comment-page-1/#comment-23207

 

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SOTTO L’ETERNA SIEPE VERDE

30 Lug

…Sotto l’eterna siepe verde
la notte era molto tranquilla
linda e senza vita
nel sole occiduo:
sul nudo pendio
anche le rovine sembravano
naturali- innocue-…

Ma nessun luogo era invulnerabile;
oh tutte tutte quelle linee dure de l’Innominabile
sulla carne ferita Continua a leggere