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LE PAROLE di ANNA MARIA CURCI sulle MIE POESIE dell’anno 2016

3 Mar

“Questi inediti di Villa Dominica Balbinot, tutti composti nel 2016, gettano una luce che non teme di essere cruda sulla «agghiacciante perfezione» della pallida, straniata bellezza nel mondo dissestato, funestato, infestato da «consuntore morbo», punture, dissezioni. Per questo, e non soltanto per il rosso-rame del faggio purpureo e per il rosso ‘insolente’, dallo splendore incurante, del sorbo, Continua a leggere

LE MIE POESIE DELL’ANNO 2016

28 Dic

 

 

18 FEBBRAIO 2016

LEI SAPEVA CHE LO SPLENDORE ERA FRAGILE

 

“In quel vasto paesaggio silente
( in quella fredda desolata gola)
spiccavano,
le austere cime scure
dei grandi alberi
e lei aveva negli occhi
una terribile dolcezza”

La brezza finalmente cadde
l’acqua divenne immota…
Lei sapeva che lo splendore
era fragile,
ben presto sarebbero ripresi gli stridii
– i ronzii-
i minuscoli movimenti
– quelle uccisioni- Continua a leggere

LA LINEA DEI COLLI E’ PRECISA

14 Ott

La linea dei colli è precisa- e netta
tra quelle valli celestiali
( minate ):
e sono infocate tutte quelle morte vie…

Lei allora passa,
alla dissezione delle cose maestose,
nel tempo neutro
-in questo recesso-
negli anni vuoti, Continua a leggere

I FIORI ERANO FERMI- E LONTANI-

22 Set

L’mmenso abbandono degli uomini era intorno a lei
-e tutta quella ostinata vocazione alla assenza:
i fiori erano fermi e lontani
come fossero dipinti
( forse erano gigli di palude
grigi e azzurri)

Nel vasto mondo crepuscolare
aperto da ogni parte
oltre la –vasta- opacità diffusa
si intuiva il mare tragico,
i lontani tumulti allucinali
dell’orizzonte, Continua a leggere

SA DI ESSERE ALLA MERCE’ DEGLI EVENTI

23 Mag

…[Sa di essere alla mercè degli eventi
sa che gli eventi non hanno pietà…
Ora è preparata alla lacerazione…]…

Da la realtà banale – e infettiva– –
( assumendo l’opportuno atteggiamento
di afflizione)
torna nel regno della follia metafisica Continua a leggere

ERA POI SEMPRE QUELLA STESSA ALBA

21 Mar

Una luce grigio-perla
continuò a essere diffusa
ostinatamente nel cielo,
al di sopra di stradine fiancheggiate
da faggi purpurei,
– e mutevoli siepi
( ahh quell’attrattiva suprema
dell’ essere fugaci!)

Fu proprio per questo presagio di mortalità
( e per la sua vita
involuta e sotterranea
con un languore tutto spirituale) Continua a leggere

LEI SAPEVA CHE LO SPLENDORE ERA FRAGILE

18 Feb

“In quel vasto paesaggio silente
( in quella fredda desolata gola)
spiccavano,
le austere cime scure
dei grandi alberi
e lei aveva negli occhi
una terribile dolcezza”

La brezza finalmente cadde Continua a leggere