Tag Archives: poesie

LE MIE POESIE DELL’ANNO 2016

28 Dic

 

 

18 FEBBRAIO 2016

LEI SAPEVA CHE LO SPLENDORE ERA FRAGILE

 

“In quel vasto paesaggio silente
( in quella fredda desolata gola)
spiccavano,
le austere cime scure
dei grandi alberi
e lei aveva negli occhi
una terribile dolcezza”

La brezza finalmente cadde
l’acqua divenne immota…
Lei sapeva che lo splendore
era fragile,
ben presto sarebbero ripresi gli stridii
– i ronzii-
i minuscoli movimenti
– quelle uccisioni- Continua a leggere

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UN BEL DONO( ai miei testi- e pure a me)

29 Ott

immagine-da-doris-emilia-bragagnini

Ho voluto pubblicare anche qui il bellissimo e inaspettato dono
fattomi da DORIS EMILIA BRAGAGNINI con un suo preciso e generoso riferimento in cui lei parla di questa particolare immagine che a suo parere assai evocativamente rappresenterebbe le sensazioni regalatele – attraverso la sua stessa personale profonda lettura -dall’insieme dei miei testi poetici.

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ALCUNE “NOTE” su “I FIORI ERANO FERMI- E LONTANI”di AUGUSTO BENEMEGLIO

26 Set

AUGUSTO BENEMEGLIO C’è qualcosa di dantesco ripreso da Joyce, nei racconti di Dublino, in specie “.The Dead”, l’ultimo, che termina con una visione dell’Irlanda congelata che è metamorfosi di Cocito. Ho rivisto recentemente il bel film , l’ultimo, di John Huston proprio ispirato a quel racconto,abbastanza fedele al testo: .(“” la neve cadeva su tutta l’Irlanda.Cadeva in ogni parte della buia pianura centrale, sulle nude colline, cadeva lievemente sulla torbiera di Allen e, più a ovest, sulle scure e tumultuose acque dello Shannon.E cadeva, anche, su ogni punto del solitario cimitero sulla collina dove Michael Furey giaceva sepolto. Continua a leggere

ALTRE CONSIDERAZIONI di AUGUSTO BENEMEGLIO( su LE COLLINE SEMBRAVANO)

29 Feb

AUGUSTO BENEMEGLIO
“Colori degli uomini e delle donne / Io vi conosco / Siete fiori morti / Frutti marciti / Decomposti aloni / Prismi di solitudine Nel mio cuore la miseria non dura / Io sono il fertile specchio della vera luce / Io accendo speranze che sono eterne.” Questi versi sono nel mio ultimo recital, Il caso Gesù, vengono recitati dal CORO, ma in realtà chi parla è la voce di Cristo in croce.
La tua poesia, come sempre, un pastiche linguistico e letterario, in cui si fondono l’antico e il moderno, riproduce la realtà smembrata o stracciata dalla violenza dellla fantasia, giace nella poesie come un campo di macerie, Continua a leggere

ARRIVANO FINO ALLE POZZE GELATE

9 Ago

E un silenzio totale
gonfio cieco
aveva posseduto la casa
come fosse una enorme pianta passiva

Arrivano fino alle pozze gelate
_di un bianco azzurrino
ancora più bianche
in quella notte dai gesti lenti pieni totali-
voci senza timbro
come se le parole si fossero sfigurate Continua a leggere

IN UNA PICCOLA MAGNIFICENZA ROSA, IN UNA PALLIDA DEMENZA

28 Apr

[ Vi è una luce dorata
– ossidata-
fuori il sole scende sull’orizzonte,
illuminando banchi di nubi
come fossero
una catena montuosa in fiamme]

Ogni cosa – allora-
pareva immersa
in una piccola magnificenza rosa,
l’acero aveva la medesima tinta della vampa Continua a leggere

STATUE PALLIDE – E CIECHE-

31 Gen

[ Ne l’annegato mondo
bisognava poi accontentarsi di un dolore di attrizione,
tra le astrazioni sacre
(di una freddezza astratta)
e a rigore qualcosa di malato,
una vertigine cruda
-quella della vitrea perfezione-
a reazione delle grida,
e di tutti quelli spasmi]

Una divorazione dislagava Continua a leggere

SOTTO GLI OSSESSIVI IRIDATI CIELI- recensione di AUGUSTO BENEMEGLIO (4)

23 Dic

4. LE TREMENDE VITE DEI POETI

Nella poesia di “ Tra tutti quei grigi duri e brutali” ,

Gli alberi di fronte alla sua finestra
le parvero coperti di fiori selvaggi e spampanati
nello splendore rosa piombo
de l’organico disfarsi,
nel bagliore nudo
della luce obliqua.
Di sabbia nera erano i laghi,
e mercurio erano le acque,
qualcosa di
primitivo ,crudele -e poco devoto-
era ovunque: Continua a leggere

SOTTO GLI OSSESSIVI IRIDATI CIELI – recensione di AUGUSTO BENEMEGLIO (3)

22 Dic

3. L’APOCALISSE

C’è una delle sue liriche , “La notte nasceva dalle notti” , che sembra una rilettura dell’Apocalisse di San Giovanni, che in questo caso , però, diventa la sua Apocalisse , un tentativo di dare al comune vulgo il segreto del genere di vita che lei crede di aver scoperto , una specie di testamento, un ultimo sforzo per farsi comprendere dai molti che non l’hanno ancora ascoltata , o non sono riusciti a capirla, proprio per la sua “oscurità”. Ma questa Rivelazione “femminina” nutrita di luce assoluta e di tenebra assoluta , di gioia e di morte, di una poetessa che ama la tragedia Continua a leggere

LA NOTTE NASCEVA DALLA NOTTE

3 Ago

Come prima della prima morte
la notte nasceva dalla notte,
il nemico solenne e claustrale:
nel paralizzarsi dell’aspettativa chiliastica
bisognava sprofondare nel cuore delle tenebre,
nella promessa delle città inabitabili.
E là vi era una donna,
era ritta davanti al muro della città morente,
guardava quei fuochi
che non si sono ancora spenti sui monti Continua a leggere